Amuleti da indossare: piccola geografia dei portafortuna

Dalla bulla romana al mati greco, dal corno calabrese alla spilla di Edimburgo: quando il gioiello protegge.

02/11/2026

Roma e la bulla, il primo gioiello dell'infanzia

Nell'antica Roma il primo gioiello di un bambino nato libero era la bulla: un piccolo contenitore a forma di lente, appeso al collo pochi giorni dopo la nascita, che racchiudeva sostanze ritenute protettive. Le famiglie abbienti la volevano d'oro, le altre si accontentavano del cuoio, ma il significato era identico: segnalare lo status del fanciullo e tenerne lontano il malocchio. Verso i sedici anni, quando indossava la toga virile, il ragazzo deponeva la bulla e la offriva ai Lari, gli dei della casa. Era dunque un oggetto a tempo, legato a un passaggio di vita. Le forme rotonde e i medaglioni della collezione Roma riprendono quell'idea di segno personale portato vicino al cuore.

Mykonos
Mykonos

L'occhio blu delle Cicladi

Chi ha camminato tra i vicoli di Mykonos o di Oia conosce il mati, l'occhio di vetro blu appeso alle porte, alle culle, agli specchietti delle barche. Nel Mediterraneo la credenza che uno sguardo invidioso possa nuocere è antichissima: già nel VI secolo a.C. i ceramisti attici dipingevano grandi occhi sulle coppe da vino per respingere il male. In Grecia il malessere causato dallo sguardo altrui ha perfino un nome, matiasma, e alcune nonne conoscono ancora le preghiere per scioglierlo. Il blu, colore del mare e del cielo, è diventato la tinta stessa dell'amuleto. Lo ritroviamo nei toni delle collezioni Mykonos e Santorini, dove l'azzurro delle cupole diventa gioiello.

Roma
Roma

Corallo e cornicello, il rosso del Sud

Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, annotava che i rametti di corallo appesi al collo dei neonati li proteggevano dai pericoli. Quella fiducia nel rosso del mare ha attraversato i secoli e nel Sud Italia ha preso la forma del cornicello: un piccolo corno rosso, ritorto e appuntito, erede di antichi simboli di fertilità e di forza. La tradizione vuole che non lo si compri per sé ma lo si riceva in dono, perché la protezione nasce dal gesto di chi ci vuole bene. In Calabria corni, peperoncini e coralli convivono ancora sulle bancarelle delle feste patronali, tra ironia e devozione. La collezione I Love Calabria porta al polso questa terra di simboli schietti e colori accesi.

Apulia
Apulia

Il pumo pugliese, un augurio sul balcone

Sui balconi di Lecce, di Grottaglie e dei paesi del Salento si incontra spesso il pumo: un bocciolo in ceramica con foglie d'acanto che avvolgono il fiore ancora chiuso. È un augurio di rinascita e di prosperità, e per questo si regala a chi inaugura una casa, si sposa o avvia una nuova attività. Nel quartiere delle ceramiche di Grottaglie le botteghe lo modellano e lo smaltano da generazioni, in verde, blu, giallo e bianco. A differenza di altri portafortuna, il pumo non si nasconde: sta in vista, rivolto alla strada, come un saluto benaugurante per chiunque passi. La collezione Apulia nasce dallo stesso paesaggio di pietra chiara e colori smaltati.

Roma
Roma

Edimburgo e la spilla che custodisce

Più a nord l'amuleto prende la forma di una spilla. Il luckenbooth brooch deve il nome alle luckenbooths, le botteghe chiudibili a chiave addossate alla cattedrale di St Giles, sul Royal Mile di Edimburgo, dove argentieri e gioiellieri lo vendevano già nel Settecento. Il disegno è semplice: uno o due cuori intrecciati, sormontati da una corona. Nasceva come pegno d'amore tra fidanzati; alla nascita di un figlio, poi, la madre lo appuntava allo scialle del neonato per proteggerlo dal malocchio e dagli spiriti. Una spilla, dunque, con il compito di custodire. Le collezioni Edimburgo e Pin Me Up raccolgono questo spirito: un segno appuntato sugli abiti che racconta qualcosa di chi lo porta.

Un augurio reso visibile

Bulla, mati, corno, pumo, spilla: oggetti diversi, nati in luoghi lontani, che condividono un'idea semplice. Un gioiello può essere un augurio reso visibile, un pensiero affidato al metallo, al vetro o alla ceramica perché accompagni qualcuno nelle sue giornate. Non serve credere nel malocchio per riconoscerne il valore: basta pensare a quante volte si sceglie un ciondolo o un bracciale per ricordare una persona, un viaggio, una promessa. Oggi come allora, il portafortuna che conta di più è quello ricevuto da chi ci conosce. Per trovare il simbolo giusto da donare si può partire da qui, ed esplorare tutte le collezioni su BYS bijoux.

← Tutti gli articoli del Magazine